lunedì 16 gennaio 2017

NON PERFETTO, MA FATTO


Not perfect but done.
L'ho letto in un articolo dedicato alla numero due di Facebook, la vice di Mark Zuckenberg, il fondatore di facebook, diverso tempo fa.
Ho ritrovato questa frase nei giorni scorsi, sulla pagina Instagram di Leonie Dawson ( che vi consiglio).
Dal mio punto di vista, significa che è meglio fare, è meglio sbagliare, rischiare di fare le cose in modo imperfetto piuttosto che non fare nulla, rimandando sempre il momento di agire per paura di sbagliare o per la nostra costante ricerca della perfezione.
Seguendo questo motto, a Novembre ho aperto il mio negozio online, sulla piattaforma di e-commerce "A little market".
E' stato l'ultimo tassello di un percorso iniziato nei primi mesi dell'anno scorso, quando ho frequentato il corso base per crafter di "Colibrì Accademy". Il "compitone" finale prevedeva, per l'appunto, l'apertura del nostro "Negozio". Eravamo in primavera, io non mi sentivo pronta ( neanche ora,  a dirvela tutta), avevo ancora tanto da studiare e ho rimandato.


E così è arrivato l'autunno ( l'estate non è proprio la mia stagione, diciamo) portatore di nuove energie, di tante idee e di voglia di fare.Ho lavorato a nuovi prodotti, alcuni dei quali sono andati bene - le lavagnette e le tovagliette americane - altri meno.
Mi sono presa due settimane - di puro delirio - a novembre, nei giorni intorno al mio compleanno, mi sembrava di buon auspicio, per fotografare con la mia reflex tutto quello che avevo fatto fino ad allora. Ho allestito un "set" all'esterno, ho preso un freddo pazzesco perché a novembre cominciava a rinfrescare e qui siamo proprio sotto la montagna, cercando di concentrare il lavoro intorno all'ora di pranzo, un po' prima e un po' dopo, prima che il sole e quel poco di tepore che portava con sé se ne andasse del tutto.  
Sono passata poi alla post-produzione delle foto, senza avere nessuna idea di come fare e da dove cominciare; qui mi è stata di grande aiuto una mia collega di corso, la brava e generosa @chrisdemarchiatelier, che ho interpellato più volte e da cui ho sempre ricevuto consigli pertinenti e molto utili.


E così, un passo alla volta, ho aperto il mio negozio.
Purtroppo non sono riuscita a caricare le foto del mio profilo e quella dell'"insegna"dello shop, pur avendole portate al formato richiesto, problema che non sono ancora riuscita a risolvere, nonostante abbia interpellato l'assistenza ( e loro mi abbiano subito risposto).
Questo per dire che se non vedete nessuna foto lì non è per scelta né tanto meno per incuria o pigrizia ma per un problema tecnico che spero di riuscire a risolvere al più presto.

La scelta dei prodotti è stata quella più difficile, e probabilmente è dove ho sbagliato di più. 
Non ci sono le "book bag", prodotto che continuo a fare e che si vende sempre bene ( in Libreria).
Non ci sono le "vintage pochette", che tanto vi ho fatto vedere l'anno scorso.
Ho deciso di caricare sullo shop i portamonete perché mi sembrava una buona idea, un oggetto utile, ( io ne ho sempre due in borsa, uno per le monete e uno per mascara e burro-cacao) e che costasse relativamente poco, per dare la possibilità a tutti di conoscere i miei prodotti.
Ho ideato, disegnato e realizzato le lavagne apposta per questo progetto e sono contenta che siano piaciute, le ho vendute tutte, resta solo quella a forma di uccellino, ma  a breve ne realizzerò altre- e vi racconterò tutto in un post dedicato.


Insomma, ci sto provando.
Ho aperto un negozio che per ora non mi somiglia molto, ma sto lavorando, ogni giorno, perché arrivi a rispecchiarmi completamente. Forse ho avuto paura ad allontanarmi troppo da "ciò che va" in questo momento o, forse, ad essere pienamente me stessa.
Al momento sto lavorando a nuovi prodotti, sto provando a fare cose diverse e sono molto curiosa di vedere dove mi porteranno. 
A Febbraio comincerà il secondo anno di questa avventura e dedicherò quindi questo ultimo mese del mio primo anno alla ricerca della strada giusta da percorrere ( ricerca che non finirà mai).
A presto con un negozio tutto nuovo! 
Per ora, se vi va, potete dare un'occhiata a quello che è rimasto e che  ho messo tutto SCONTATO! 
( per acceder al negozio su "A little market" potete cliccare sulla barra in alto alla pagina principale con scritto "Shop", dove troverete tutte le informazioni utili. Dalla mia pagina facebook accesso diretto cliccando sul pulsante "acquista ora", link diretto in bio sulla mia pagina Instagram).
Vi abbraccio, 
Raffaella
La casa vicino al treno

martedì 22 novembre 2016

SHOP

Un negozio online tutto mio, finalmente!
Lo puoi trovare all'interno della piattaforma " A little market" e questo è il suo indirizzo:

Tienilo d'occhio, perché lo aggiornerò spesso con nuovi prodotti e ci saranno sconti e promozioni.
Cosa ci puoi trovare? 
Tutto il mondo della "Casa vicino al treno", così come hai imparato a conoscerlo qui sul blog, con l'amore per la natura che mi circonda, la lettura, le atmosfere inglesi, il vintage, l'attenzione per il dettaglio, quello che fa la differenza.
 Troverai in particolare oggetti fatti a mano da me, con tanta passione  e tanto amore, usando il legno e la stoffa, i miei due materiali preferiti.







lunedì 3 ottobre 2016

Contattami!

Benvenuto! 
Qui ti spiego tutto, ma proprio tutto, ciò che è utile sapere su quello che faccio.
Per ora sono ancora un'hobbista; per questo non posso pubblicare i prezzi dei miei lavori qui o sui social.
Se sei interessato a qualcosa, o per qualsiasi curiosità, puoi scrivermi in privato sulla mia pagina facebook o mandarmi una mail ( guarda in fondo alla pagina).
Ti risponderò appena possibile e sarò felice già solo per il fatto che hai deciso di scrivermi.

Tutto ciò che troverai sotto l'etichetta "Prodotti" è indicativo di quello che faccio, spesso vi troverai oggetti in pronta consegna ma non è esaustivo.
Il bello del fatto a mano, infatti, è la personalizzazione; ciò significa che ogni oggetto può essere realizzato con stoffe diverse da quelle che vedi ( le potrai scegliere tra quelle che ho disponibili) e anche con misure diverse, se necessario. Ogni creazione, inoltre, può essere ulteriormente personalizzata aggiungendo il nome, dipinto a mano sul legno o sulla stoffa, o un'applicazione studiata apposta per te.

Ogni oggetto è interamente fatto a mano da me, dall'idea alla realizzazione finale. Qualche piccolo difetto o differenza di misura rispetto alle fotografie è normale e dovuto proprio alla realizzazione artigianale e non in serie.

Tieni presente che al prezzo che ti indicherò vanno aggiunte le spese di spedizione, che variano se vorrai una raccomandata postale ( in caso di pacchetti piccoli e leggeri) o una consegna tramite corriere ( in genere sui 7 euro per qualsiasi pacco).
Se invece hai la possibilità di ritirare personalmente il tuo pacco a casa mia, fantastico! ci conosceremo.
Per i pagamenti è molto semplice.
Pagherai al ritiro del pacco se verrai a casa mia, altrimenti scrivimi e ti guiderò passo passo. Credimi, è davvero semplice.
Prima di effettuare la spedizione dovrò accertarmi dell'avvenuto pagamento, spero mi capirai. 
A quel punto inizierà la magia dell'attesa. Ti immagino mentre aspetti con trepidazione il tuo pacco e mi auguro di tutto cuore che riceverlo sarà una piacevolissima esperienza.




Mi trovi anche:
- su Facebook, come La casa vicino al treno
- su Instagram, come @lacasavicinoaltreno
- alla mail: casavicinoaltreno@gmail.com

Chi sono


Ciao! 
Mi chiamo Raffaella e sono mamma di Pietro, 13 anni e Bianca, 8, prima di tutto.
Ex insegnante di Lettere, poi, ho lasciato la città per trasferirmi sulle montagne comasche per amore, e qui ho deciso di rimanere a casa per occuparmi dei miei bambini.
Da sempre affascinata dai colori e dai materiali, ne ho scelti due, il legno e la stoffa, con i quali creo oggetti fatti a mano, con amore.


Quello che mi piace: l'autunno, il the delle cinque, il silenzio, il mare d'inverno, pane, burro e marmellata, l'Inghilterra, il verde, la torta di mele. 
"Dowton Abbey", divorare libri, tutto ciò che è vintage, lo yoga, passeggiare nel bosco dietro casa, osservare gli animali. 
"Harry Potter", Agatha Christie, la mia libreria bianca che trabocca di libri, il profumo della cannella, le luci di Natale.
E anche tanto pensare a cose che prima non c'erano e crearle con le mie mani. 

A quello che non mi piace preferisco non pensare, a volte ci riesco.
Questo è il mio blog, dove racconto quello che mi succede, ti parlo delle mie passioni e, se vuoi, puoi dare un'occhiata al mio negozio online andando su "SHOP", nella barra in alto alla pagina principale, dove potrai trovare una selezione di quello che mi piace creare con le mie mani. 

Mi trovi anche su facebook: la casa vicino al treno
Instagram: @lacasavicinoaltreno
e alla mail: casavicinocltreno@gmail.com
Buona lettura! 



venerdì 23 settembre 2016

Un nuovo inizio


Come mamma di due bambini che vanno a scuola, so bene che l'anno inizia, da sempre, a settembre. 
Quei tre mesi con i bambini a casa, senza scuola e senza impegni sportivi, con il caldo e lunghe giornate vuote davanti, impongono senza dubbio un brusco cambiamento delle abitudini, costringono a rallentare, a ripensare alle priorità, ad abbandonare i vecchi schemi. Sono riuscita a "lavorare" ( lo metto ancora tra virgolette, per scaramanzia, ma entro fine anno mi impongo di toglierle) per tutto giugno, cucendo alcune "book bag" da consegnare in libreria e dedicandomi a dipingere sfere in legno, alcune per Silvia di "Hockety Pockety", altre per le mie collane estive. Ho sperimentato i portachiavi a fiore e avuto la gioia di ricevere la visita a casa di una cliente che mi ha scoperta su facebook ed è venuta di persona a ritirare le sue collane. 
Poi ho deciso di prendermi una pausa, di due mesi, per potermi occupare con serenità della casa e dei bambini, senza corse, anche perché purtroppo ho la pressione bassa e soffro moltissimo il caldo quindi era inutile caricarmi di lavoro che non sarei riuscita a portare  a termine. 
Non ho più cucito, quindi, ma non ho mai smesso, neanche per un giorno, di pensare a come poter far crescere il mio piccolo sogno.
Ed ecco quello che ho fatto:
1) Ho letto. Molto. Ho recuperato tutti i libri che si erano accumulati sul mio comodino da gennaio. Molti romanzi, dei più belli ne parlerò qui sul blog, e alcuni manuali tecnici, di branding o motivazionali, di quelli che ti danno la carica e sanno toccare le corde giuste per spronarti ad andare aventi, quando saresti fortemente tentata di mollare. Ne avevo bisogno. 
I libri sono il mio rifugio, il mio porto sicuro.
2)Ho studiato.
Alcuni dei libri che ho letto meritavano di essere riassunti e riscritti a modo mio, affinché potessi ricordarmeli o bastasse un,occhiata per avere ancora chiaro davanti agli occhi il loro messaggio. Tra questi "Futuro artigiano" di Stefano Micelli, "Ruba come un artista" di Austin Kleon e "The Hero" di Ronda Byrne.
3) Ho imparato qualcosa di nuovo.
Qualcosa che si potesse fare ovunque, dal giardino a sdraiata sul letto. Qualcosa che avevo cominciato all'inizio dell'anno ma poi avevo accantonato, per mancanza di tempo. Qualcosa che mi distraesse dal caldo e dalla mancanza d'aria. Qualcosa che desse dei risultati immediati, concreti, piacevoli.
Ho imparato a fare l'UNCINETTO e l'ho fatto sui poetici e meravigliosi libri di DANIELA CERRI, alias "L'officina nomade fatelefate": Ora sono piena di fiori colorati che ho deciso di regalare.
4) Ho scoperto Instagram.
Per caso. Mentre cercavo non so cosa sul cellulare.
E finalmente, direte voi. In effetti avrei dovuto arrivarci già da tempo ma, dato che sono convinta che nulla accada per caso, si vede che quel lunedì di inizio agosto era il giorno giusto per cominciare a conoscere questo social. Che adoro. 
Se vi va, mi trovate anche lì come @lacasavicinoaltreno.
5) Ho scritto.
Non molto, in realtà. Non quanto avrei voluto. Giusto questo post, qualche altro e la risistemazione totale del blog. Ancora un po' di pazienza e vedrete tutti i cambiamenti.
6) Ho riempito un quaderno di idee.
Disegni, appunti, modelli, semplici schizzi per la prossima stagione. Non so cosa salverò o quante idee buone ne verranno fuori ma continuerò a segnarmi tutto quello che mi verrà in mente, così come viene. Qualcosa sta già prendendo forma, come le tovagliette americane e i sacchetti personalizzati con il nome dipinto a mano. 
E questo è quanto. A presto allora, con un blog rinnovato, con la mia bacheca su Instagram che cresce di giorno in giorno e cerca di mostrare tutto il mondo (vero!) che c'è dietro alla Casa vicino al treno, compresi i work in progress dei nuovi progetti e con la mia pagina facebook che credo conosciate già.
Raffaella
La casa vicino al treno     

mercoledì 1 giugno 2016

Il mio piccolo grande sogno - -seconda parte

Dopo il "miracolo" natalizio non sapevo da che parte cominciare.
Mi era andata bene, d'accordo, ma chi mi diceva che ci sarebbe stato qualcuno disposto a spendere i suoi soldi comprando oggetti creati da me?
E soprattutto: io cosa sapevo fare?
Ero ancora in grado di usare una macchina da cucire, ad esempio?
Non so voi, ma io quando è un po' che non faccio una cosa mi convinco di non saperla più fare, come se qualche anno prima non fossi stata io a cucire quelle dieci borse che ho venduto a dicembre.
Bé, il mese di gennaio, dopo i primi giorni di riposo, l'ho trascorso esercitandomi a cucire, a infilare aghi ( uno l'ho anche rotto!), riempire spolette, aver voglia di buttare la macchina da cucire fuori dalla finestra - e ogni tanto la tentazione mi riviene - cucire le prime borse di iuta, fare appliqué, provare l'uncinetto, cucire a mano. 


A febbraio è cominciato un meraviglioso corso online presso la Colibrì Academy che mi ha fornito molte informazioni utili e tanti spunti ma soprattutto mi ha fatto conoscere tante creative capaci e volitive che mi danno tanta forza quando mi viene la tentazione di mollare (  emi viene, eccome!).
Poi è iniziata anche una bellissima collaborazione con la Libreria Torriani di Canzo che mi ha dato la possibilità di esporre, anche in vetrine, le mie "book bag", borse in stoffa con appliqué e interno a contrasto create apposta per la libreria e nate a S.Valentino, per celebrare il connubio borsa più libro.



A marzo ho cominciato ad ampliare la mia produzione, cucendo le "vintage pochette", comode pochette imbottite con cerniera e fodera a contrasto realizzate con stoffe classiche e seta.
Ho poi creato dei segnalibri per la libreria, a forma di casa.
Sono nate in questo periodo anche la "little book bag", borse per i libri di dimensioni un po' ridotte rispetto a quelle classiche, pensate per i più piccoli e decorate all'esterno ispirandomi ai "quiet book", libri sensoriali e tattili.



Ad aprile ho cucito alcuni porta-cellulari colorati con una tasca sul retro e sono stata felicissima di collaborare con la talentuosa Silvia di Hockety Pockety, per la quale ho dipinto alcune sfere con gli animaletti che soon state usate per abbellire delle collane da allattamento. Andate a sbirciare sulla sua pagina facebook, lei è davvero forte.
Spero con tutto il cuore di continuare a collaborare con lei ancora per tanto, tantissimo tempo. Inoltre in questo mese sono arrivate le etichette da cucire con il mio nome che, anche se non ho ancora trovato il coraggio di usarle, rappresentano per me un ulteriore passo avanti verso la realizzazione del mio sogno.
Poi ho dedicato un'intera settimana all'ideazione di animaletti/spille, e un'altra alla creazione di borsette per bambina a forma di frutti.



Queste sono solo alcune delle cose che ho fatto. Sto cercando di trovare il mio ritmo, di incastrare quello che amo fare tra quello che devo fare, per la casa e per la mia famiglia. Diciamo che sono ancora nella fase "prima il dovere" e la mattina in genere se ne va tra spesa e pulizie ma conto di arrivare a "lavorare" ai miei progetti fin dal mattino e di relegare tutto il resto ai miei ritagli di tempo.
Ci sto provando, insomma. Giorno dopo giorno.
E non c'è giorno con non porti con sé mille dubbi, scoraggiamento, stanchezza, quella voglia di mollare tutto.
Poi ci sono giorni, però, in cui hai la fortuna di lavorare ad un ordine e ti capita di trascorrere il pomeriggio in giardino, a dipingere. E poi con tutti i tuoi dubbi mandi la foto del lavoro ultimato alla cliente  e per risposta hai un :"Bellissima!" o " sono stupendi!". Ecco, in quel preciso momento lì capisci cosa vuoi fare nella vita: creare qualcosa che prima non c'era e dargli la tua impronta.
Semplicemente.
C'è un detto che recita: "Non morire prima di aver cantato la tua canzone":
Mi sa che me lo tatuo.
Vi abbraccio.
Raffaella
La casa vicino al treno   
   

martedì 26 aprile 2016

Notizie da qui: Il mio piccolo grande sogno

Parte prima


Scusa.
E' la prima parola che mi viene in mente se penso a un nuovo post da scrivere.
Scusa a te, lettore, se è da tanto che non hai mie notizie. Oppure se sei nuovo e non hai ancora potuto leggere un mio post.
Scusa, caro mio amatissimo blog, se è da un po' di tempo che ti trascuro ma ho avuto da fare.
Se entrambi avrete voglia di starmi ad ascoltare, ecco cosa ho fatto in questi mesi.


Tutto è cominciato una fredda mattina di dicembre, dopo aver accompagnato Bianca a scuola. Ho incontrato mia cognata e, stretta nel mio piumino lungo, sono rimasta un po' lì con lei a chiacchierare. Tra tante altre cose, ad un certo punto, le è venuto in mente che non aveva ancora pensato ai regali di Natale per le sue colleghe insegnanti, e mi chiede se avevo qualche oggetto carino che potrebbe fare al caso suo.
Resto un attimo stupita, sono cinque anni che ho smesso di creare oggetti artigianali, ma la invito ugualmente a casa mia per un the, quel pomeriggio, e intanto penso che proverò a vedere se  mi è rimasto qualcosa. Lei non sapeva, e in quel momento non me lo ricordavo neppure io, che è da circa un mese che mi è tornata la voglia di dipingere e che ho preparato dodici sfere di legno, raffiguranti alcuni degli animaletti che vivono nei boschi attorno a casa mia e che mi capita di incontrare durante le mie passeggiate.



Quel pomeriggio, prima che mia cognata arrivi, scendo in taverna e vado a cercare quello scatolone impolverato che conservo in cantina, sotto gli scaffali pieni di pezzi di legno grezzo e stoffe.
Per fortuna l'ho chiuso bene e dentro trovo intatti tutti quegli oggetti che avevo preparato cinque anni prima, quando Bianca era piccola, e che avevo affidato a una mia amica perché il portasse, insieme alle sue creazioni, ad alcuni mercatini di Natale di zona.
Purtroppo all'epoca non aveva venduto niente e io avevo abbandonato le speranze di poter lavorare da casa occupandomi contemporaneamente dei miei bambini.
Ho tentato altre strade, ho seguito corsi sia online che offline, di qualcuno ve ne ho già parlato in precedenza, ma non si è mai concretizzato nulla, si vede che quelle strade non erano le mie.


Quel pomeriggio però le cose erano destinate ad andare diversamente. Dato che mia cognata tardava, ho avuto tempo per allestire, sul tavolo delle mia sala, una piccola esposizione, disponendo una accanto all'altra le borse di panno e di iuta, le spille, i nuovi ciondoli e alcuni oggetti in legno, in particolare gli angeli, che tanto avevo amato dipingere. Tutto molto colorato e molto country, un po' diverso dallo stile che sto cercando ora, ma quello avevo e quello ho cercato di proporre nel migliore dei modi.


Le cinque erano abbondantemente passate, il the si raffreddava e io stavo quasi per bermelo da sola quando mi arriva la telefonata in cui mia cognata mi spiega che è stata richiamata a scuola per un'emergenza, e che pertanto non potrà venire.
Pazienza, mi dico, la inviterò domani.
Ma mentre stavo per rimettere tutto dentro allo scatolone, mi viene l'idea di fare qualche foto, il mio tavolo è così allegro e natalizio che mi dispiace smontarlo senza che nessuno lo veda, e poi così domani lo potrò allestire allo stesso modo. E subito dopo mi viene anche l'idea di provare a mandare queste foto ad alcuni amici su whatsapp, non si sa mai. Non mi so spiegare perché l'abbia fatto, non ci ho pensato, l'ho fatto e basta.
Due minuti dopo mi risponde una mia amica, dicendomi che è interessata a prendere tre borsette perché deve fare dei regali. Mezz'ora dopo sono da lei con le borse, che compra subito.
Il giorno dopo riesco a vedere mia cognata, che prende due spille, una borsa e una collana con ciondolo.
E da quel primo giorno, in una catena di eventi tutti collegati tra loro e indipendenti dalla mia volontà, persone che mai avrei pensato potessero aiutarmi hanno risposto positivamente ai miei messaggi e hanno acquistato le mie creazioni per i loro regali.
C'è chi mi ha fatto fare apposta un angelo di legno dipinto con il nome di un bimbo appena nato, e chi - dopo avermi detto di si per una borsa -  ne ha prese tre.
Sono e sarò sempre infinitamente grata a tutte queste persone perché non solo hanno fatto in modo che io realizzassi il piccolo sogno che avevo per Natale - guadagnare abbastanza per comprare i regali di Natale per mia figlia Bianca e anche alcuni vestitini che le servivano prima - ma anche perché mi hanno dato la possibilità di capire cosa voglio fare nella vita, cioè esprimere sempre la mia creatività realizzando oggetti di legno e stoffa, che rappresentino me e il mio mondo, quello che circonda la "Casa vicino al treno".
Certo mi ci è voluta una certa dose di coraggio e di faccia tosta per contattare conoscenti che non sentivo da tempo, a volte mi sono vergognata da morire, altre una voce  nella mia testa mi ripeteva di continuo " ma cosa stai facendo..."
C'è chi non mi ha neppure risposto, tanti invece mi hanno detto che era tardi e che avevano già pensato a tutti i regali.
E in effetti tardi era, perché tutto questo è successo nei dieci giorni prima di Natale, e per me è stato tutto come una favola.
Ogni giorno avevo qualcuno da incontrare, oggetti da modificare o qualcuno nuova da creare, pacchetti da preparare. Spesso avevo da lavorare anche la sera.


E anche se quando tutto questo è finito, dopo i giorni di festa, ero esausta, non sono mai stata più felice e orgogliosa per qualcosa che avevo creato con le mie mani e ho deciso di impegnarmi ogni giorno perché questo "miracolo" possa accadere di nuovo.
Per questo da gennaio ho ripreso confidenza con la mia macchina da cucire e ho provato a realizzare qualcosa di nuovo.
Ma questa è un'altra storia, che ha bisogno di un altro post per essere raccontata e di altre foto per esserne accompagnata.
Grazie per esservi fermati qualche minuto e avermi letto.
Vi abbraccio forte.
Raffaella
La casa vicino al treno